ARCHITETTURA E STORIOGRAFIA. Le Matrici antiche del Linguaggio moderno

Quodlibet

ARCHITETTURA E STORIOGRAFIA. Le Matrici antiche del Linguaggio moderno

€20.00

di Bruno Zevi

Si suole affermare che il linguaggio moderno ha determinato una cesura nell’evoluzione architettonica, azzerando la tradizione con un ‘punto a capo’ nel codice espressivo.
Questo saggio dimostra il contrario. La sensibilità contemporanea investe le nuove architetture, ma anche il modo di ‘leggere’ ed interpretare i monumenti antichi. Tra spinte creative e recuperi storici si è intessuto un dialogo che, nel corso di un secolo, ha generato le invarianti del linguaggio moderno. Lo scavo nel mondo ellenico è alla base della poetica di Le Corbusier. Lo studio del gotico si riflette nei fasti strutturali dell’ingegneria ottocentesca e nel linearismo Art Nouveau. Alla tridimensionalità prospettica rinascimentale fa riscontro la quadridimensionalità spazio-temporale del razionalismo. Senza l’indagine sul barocco, sarebbero inconcepibili i volumi serpentinati di Aalto. Non c’è nessun rapp0tto di imitazione fra la spirale borrominiana di Sant’Ivo alla Sapienza e l’elicoidale wrightiana del Guggenheim Museum (disegni in copertina), ma i loro messaggi sono affini. Del resto, l’architettura delle comunità hippies coincide con la scoperta critica della preistoria.
La tesi che il linguaggio moderno dell’architettura non è solo il linguaggio dell’architettura moderna, poiché coinvolge tutta la produzione creativa del passato, trova qui una verifica”. Risvolto dell’autore per l’edizione Einaudi, Torino 1974.

> Bruno Zevi (1918-2000), dopo aver studiato alla Sapienza di Roma e all'Architectural Association di Londra, si è laureato in architettura presso la Harvard Graduate School of Design, presieduta da Walter Gropius. Tornato in Europa, ha partecipato alla lotta antifascista nelle file del Partito d’Azione. Nel dopoguerra ha promosso l’Associazione per l’Architettura Organica (Apao) e «Metron. Rivista internazionale di architettura». Dal 1954 ha curato una rubrica sul settimanale «L’Espresso» e ha poi diretto la rivista mensile «L’architettura. Cronache e storia». È stato professore ordinario di Storia dell’architettura a Venezia e a Roma, vicepresidente – sin dalla fondazione nel 1959 – dell’Istituto Nazionale di Architettura (Inarch) e presidente del Partito Radicale. È stato inoltre segretario generale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu) e deputato al Parlamento. Tra le sue numerose opere, molte delle quali tradotte in più lingue, ricordiamo Saper vedere l’architettura (1948), Storia dell’architettura moderna (1950) – entrambe pubblicate da Einaudi, di cui è stato a lungo consulente editoriale – ed Ebraismo e architettura (Giuntina, Firenze 2018).

Veste editoriale: Brossura
Formato: 15x22
Pagine: 196
Immagini a colori:
Immagini b/n:
Lingua: IT
Anno: Giugno 2018

ISBN: 9788822901705

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INDICE

  • Introduzione. Passato e presente. Intersezioni storico-critiche, di Alssandra Muntoni
  • Nota ai testi
  • Architettura e storiografia. Le matrici antiche del linguaggio moderno
    • Premessa: anticlassicismo e poetica lecorbuseriana
    • Cultura medievalista, Arts and Crafts, neoromanico: l’elenco come metodologia progettuale
    • Storiografia gotica, ingegneria ottocentesca, Art Nouveau, città giardino: asimmetria e dissonanze, strutture in aggetto, gusci e membrane
    • Storiografia rinascimentale, razionalismo: tridimensionalità antiprospettica, sintassi della scomposizione quadrimensionale
    • Manierismo e barocco, architettura organica: temporalizzazione dello spazio, reintegrazione edificio-città-territorio
    • Conclusione: preistoria e azzeramento culturale
    • Nota bibliografica
  • La storia come metodologia del fare architettonico
  • Indice delle illustrazioni
  • Indice dei nomi, luoghi e monumenti