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LIMOND

INGEGNERI-ARCHITETTI DELLA SCUOLA ROMANA DI ARCHITETTURA

45,00 

1 disponibili

di Ruggero Lenci

Il presente libro, redatto a 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale, mira a far emergere la storia per molti versi enigmatica degli ingegneri-architetti che hanno operato in una città divenuta dal 1871 un territorio nel quale consumare rapide e imponenti trasformazioni urbane. Non senza profonde ferite inferte a quelle magnifiche ville – alcune delle quali perdute per sempre – l’esperienza prodotta nel lungo percorso da tali trasformazioni ha reso riconoscibile una sensibilità operativa che, sia pur con errori ed eccessi, viene definita come appartenente alla Scuola Romana di Architettura. Operando uno scavo nella sua storia emerge che molti protagonisti di tali trasformazioni urbane sono stati degli ingegneri integrali che hanno amato l’architettura non meno degli architetti e che con essa si sono misurati ottenendo, gli uni e gli altri, i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: edifici spesso di grande qualità, quartieri e anche palazzine che sono divenuti per i romani delle presenze amichevoli, costituenti, insieme ai pregiatissimi monumenti dell’antichità, il Vultus Urbis della città. Alle schiere di chiese e altri edifici anziani – magnifici e preziosi scrigni di inestimabile valore e grande commozione spaziale che lo Stato della Chiesa ha costruito e custodito nel tempo – si sommano le realizzazioni romane più giovanili di questo secolo e mezzo: da un lato speculazioni edilizie, dall’altro piani urbanistici e opere di grande pregio. Tutto ciò è avvenuto su un substrato di straordinari reperti archeologici imperiali e ancora più antichi che affiorano a Roma in ogni dove, guarniti dalla cura del verde che li incastona in passeggiate senza eguali. Ciò ha fatto sviluppare ai protagonisti della Scuola romana di architettura una sensibilità particolare che ha dato luogo alla tradizione del lavorare con preesistenze architettoniche di vario tipo, stabilendo con esse un rapporto di continuità paesaggistica, urbana, strutturale, narrativa, fotografica, e poi anche filmica di grande bellezza. Chiunque oggi voglia ricostruire le articolazioni di questa Scuola, delle sue tradizioni e declinazioni – sia esso architetto, ingegnere o altro ancora – non può esimersi dal ripercorrere le trasformazioni urbane di Roma capitale.

– Contributi di: Chiara Belingardi, Luna Kappler, Gianluigi Lerza, Claudia Mattogno, Elena Paudice

> Ruggero Lenci (Roma, 1955) è professore di Composizione Architettonica e Urbana alla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, Sapienza Università di Roma. Afferisce al Dipartimento DICEA.

Veste editoriale: Brossura
Formato: 21×29,7
Pagine: 320
Immagini a colori:
Immagini b/n:
Lingua: IT-GB
Anno: 2021

ISBN: 9788849240573

INGEGNERI-ARCHITETTI DELLA SCUOLA ROMANA DI ARCHITETTURA

45,00 

1 disponibili

di Ruggero Lenci

Il presente libro, redatto a 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale, mira a far emergere la storia per molti versi enigmatica degli ingegneri-architetti che hanno operato in una città divenuta dal 1871 un territorio nel quale consumare rapide e imponenti trasformazioni urbane. Non senza profonde ferite inferte a quelle magnifiche ville – alcune delle quali perdute per sempre – l’esperienza prodotta nel lungo percorso da tali trasformazioni ha reso riconoscibile una sensibilità operativa che, sia pur con errori ed eccessi, viene definita come appartenente alla Scuola Romana di Architettura. Operando uno scavo nella sua storia emerge che molti protagonisti di tali trasformazioni urbane sono stati degli ingegneri integrali che hanno amato l’architettura non meno degli architetti e che con essa si sono misurati ottenendo, gli uni e gli altri, i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: edifici spesso di grande qualità, quartieri e anche palazzine che sono divenuti per i romani delle presenze amichevoli, costituenti, insieme ai pregiatissimi monumenti dell’antichità, il Vultus Urbis della città. Alle schiere di chiese e altri edifici anziani – magnifici e preziosi scrigni di inestimabile valore e grande commozione spaziale che lo Stato della Chiesa ha costruito e custodito nel tempo – si sommano le realizzazioni romane più giovanili di questo secolo e mezzo: da un lato speculazioni edilizie, dall’altro piani urbanistici e opere di grande pregio. Tutto ciò è avvenuto su un substrato di straordinari reperti archeologici imperiali e ancora più antichi che affiorano a Roma in ogni dove, guarniti dalla cura del verde che li incastona in passeggiate senza eguali. Ciò ha fatto sviluppare ai protagonisti della Scuola romana di architettura una sensibilità particolare che ha dato luogo alla tradizione del lavorare con preesistenze architettoniche di vario tipo, stabilendo con esse un rapporto di continuità paesaggistica, urbana, strutturale, narrativa, fotografica, e poi anche filmica di grande bellezza. Chiunque oggi voglia ricostruire le articolazioni di questa Scuola, delle sue tradizioni e declinazioni – sia esso architetto, ingegnere o altro ancora – non può esimersi dal ripercorrere le trasformazioni urbane di Roma capitale.

– Contributi di: Chiara Belingardi, Luna Kappler, Gianluigi Lerza, Claudia Mattogno, Elena Paudice

> Ruggero Lenci (Roma, 1955) è professore di Composizione Architettonica e Urbana alla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, Sapienza Università di Roma. Afferisce al Dipartimento DICEA.

Veste editoriale: Brossura
Formato: 21×29,7
Pagine: 320
Immagini a colori:
Immagini b/n:
Lingua: IT-GB
Anno: 2021

ISBN: 9788849240573