fbpx

LIMOND

COLORLAND 1975-1983

52,00 

Esaurito

Colorland 1975-1983 riunisce per la prima volta in un volume organico le fotografie a colori – quasi tutte inedite – realizzate da Mario Cresci nell’Italia del Sud tra il 1975 e il 1983.

Sono immagini dove spesso la presenza umana è assente e anche quando si rivela non è mai protagonista. E dove c’è sempre una memoria depositata sulle cose, nell’interno di una casa, lungo i solchi della terra, in una sfumatura del cielo.

Questo viaggio al Sud è quindi molto più che un viaggio fotografico tra i luoghi, le abitazioni e le piazze: è contemporaneamente un viaggio nella cultura e nella storia di un popolo antico e un viaggio nella fotografia, in quella lingua della contemporaneità che l’artista ha scelto per comunicare e conoscere il mondo.
La sequenza di queste immagini forma un liber, un discorso che abbraccia le domande che la fotografia continua, e continuerà, a porre a Mario Cresci, multiforme esploratore di frontiere, e di riflesso a noi che le osserviamo.” (Corrado Benigni)

Mario Cresci (Chiavari, 1942) è fotografo, visual designer e docente all’Università ISIA di Urbino. Ha indagato le potenzialità del linguaggio fotografico verificandole con le più aggiornate metodologie della ricerca artistica contemporanea. Teorizza e pratica fin dagli anni Sessanta la contaminazione tra le diverse discipline espressive: fotografia, disegno, installazione, performance, video. Dal 1974 alcune sue fotografie fanno parte della collezione del MoMA di New York. Dal 1991 al 1999 ha diretto l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo, città dove attualmente vive e lavora. Nel 2019 ha pubblicato Segni migranti. Storie di grafica e fotografia, un compendio della sua ricerca.

COLORLAND 1975-1983

52,00 

Esaurito

Colorland 1975-1983 riunisce per la prima volta in un volume organico le fotografie a colori – quasi tutte inedite – realizzate da Mario Cresci nell’Italia del Sud tra il 1975 e il 1983.

Sono immagini dove spesso la presenza umana è assente e anche quando si rivela non è mai protagonista. E dove c’è sempre una memoria depositata sulle cose, nell’interno di una casa, lungo i solchi della terra, in una sfumatura del cielo.

Questo viaggio al Sud è quindi molto più che un viaggio fotografico tra i luoghi, le abitazioni e le piazze: è contemporaneamente un viaggio nella cultura e nella storia di un popolo antico e un viaggio nella fotografia, in quella lingua della contemporaneità che l’artista ha scelto per comunicare e conoscere il mondo.
La sequenza di queste immagini forma un liber, un discorso che abbraccia le domande che la fotografia continua, e continuerà, a porre a Mario Cresci, multiforme esploratore di frontiere, e di riflesso a noi che le osserviamo.” (Corrado Benigni)

Mario Cresci (Chiavari, 1942) è fotografo, visual designer e docente all’Università ISIA di Urbino. Ha indagato le potenzialità del linguaggio fotografico verificandole con le più aggiornate metodologie della ricerca artistica contemporanea. Teorizza e pratica fin dagli anni Sessanta la contaminazione tra le diverse discipline espressive: fotografia, disegno, installazione, performance, video. Dal 1974 alcune sue fotografie fanno parte della collezione del MoMA di New York. Dal 1991 al 1999 ha diretto l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo, città dove attualmente vive e lavora. Nel 2019 ha pubblicato Segni migranti. Storie di grafica e fotografia, un compendio della sua ricerca.