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LIMOND

LA CAMERA CHIARA

16,00 

di Roland Barthes

LA CAMERA CHIARA. Nota sulla Fotografia

L’ultimo, e il più penetrante, testo di Roland Barthes.

Questa nota sulla fotografia (nota nel senso di riflessioni, considerazioni, anche digressione), scritta da Roland Barthes pochi mesi prima della morte, risulta il suo testo piú penetrante. La fotografia, «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo», viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi, fotografie con le quali si stabilisce una speciale corrente determinata da «attrazione» e «avventura», in un raccordo con la cultura surrealista della foto-descrizione anni Trenta e con una riconsiderazione dell’immaginario sartriano anni Quaranta, e un oggi, un qui e ora, puntualmente vissuto e colto. 
Passando poi a uno scavo autobiografico obiettivo – «dovevo penetrare maggiormente dentro di me per trovare l’evidenza della Fotografia» – in cui si ricrea, in una sorta di percorso proustiano, il sentire per affetti e sentimenti. Perché il discorso è interrogazione, è dialogo, ma è anche confessione; al «linguaggio espressivo» e al «linguaggio critico» se ne aggiunge un altro, piú ineffabile e rilevante, vera e propria premonizione: da qui scaturisce una considerazione della fotografia come «studium» e come «punctum» (i due termini usati da Barthes in un distinguo illuminante), ma soprattutto dello storico e dell’effimero in cui viviamo.

Roland Barthes, uno dei principali esponenti dello strutturalismo francese del ‘900, è nato a Cherbourg nel 1915 ed è morto a Parigi nel 1980. La sua ricerca si colloca al confine tra diverse scienze umane, assumendo una posizione del tutto originale, a metà fra il lavoro di ricerca teorica e quello di scrittura letteraria. Ha insegnato all’École Pratique des Hautes Études e al Collège de France. Di Barthes, Einaudi ha pubblicato: Elementi di semiologiaSaggi criticiL’impero dei segniCritica e veritàSistema della modaS/ZMiti d’oggiSade, Fourier, Loyola seguito da LezioneFrammenti di un discorso amorosoBarthes di Roland BarthesLa camera chiaraIl grado zero della scrittura seguito da Nuovi saggi criticiL’ovvio e l’ottusoIl brusio della lingua; La grana della voce; IncidentiL’avventura semiologicaVariazioni sulla scritturaseguite da Il piacere del testoScritti. Società, testo, comunicazioneIl senso della modaLo sport e gli uominiDove lei non è. Diario di lutto.

Veste editoriale: Brossura
Formato: 11,5×19,5
Pagine: 130
Lingua: IT
Anno: 2003

ISBN: 9788806164973

LA CAMERA CHIARA

16,00 

di Roland Barthes

LA CAMERA CHIARA. Nota sulla Fotografia

L’ultimo, e il più penetrante, testo di Roland Barthes.

Questa nota sulla fotografia (nota nel senso di riflessioni, considerazioni, anche digressione), scritta da Roland Barthes pochi mesi prima della morte, risulta il suo testo piú penetrante. La fotografia, «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo», viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi, fotografie con le quali si stabilisce una speciale corrente determinata da «attrazione» e «avventura», in un raccordo con la cultura surrealista della foto-descrizione anni Trenta e con una riconsiderazione dell’immaginario sartriano anni Quaranta, e un oggi, un qui e ora, puntualmente vissuto e colto. 
Passando poi a uno scavo autobiografico obiettivo – «dovevo penetrare maggiormente dentro di me per trovare l’evidenza della Fotografia» – in cui si ricrea, in una sorta di percorso proustiano, il sentire per affetti e sentimenti. Perché il discorso è interrogazione, è dialogo, ma è anche confessione; al «linguaggio espressivo» e al «linguaggio critico» se ne aggiunge un altro, piú ineffabile e rilevante, vera e propria premonizione: da qui scaturisce una considerazione della fotografia come «studium» e come «punctum» (i due termini usati da Barthes in un distinguo illuminante), ma soprattutto dello storico e dell’effimero in cui viviamo.

Roland Barthes, uno dei principali esponenti dello strutturalismo francese del ‘900, è nato a Cherbourg nel 1915 ed è morto a Parigi nel 1980. La sua ricerca si colloca al confine tra diverse scienze umane, assumendo una posizione del tutto originale, a metà fra il lavoro di ricerca teorica e quello di scrittura letteraria. Ha insegnato all’École Pratique des Hautes Études e al Collège de France. Di Barthes, Einaudi ha pubblicato: Elementi di semiologiaSaggi criticiL’impero dei segniCritica e veritàSistema della modaS/ZMiti d’oggiSade, Fourier, Loyola seguito da LezioneFrammenti di un discorso amorosoBarthes di Roland BarthesLa camera chiaraIl grado zero della scrittura seguito da Nuovi saggi criticiL’ovvio e l’ottusoIl brusio della lingua; La grana della voce; IncidentiL’avventura semiologicaVariazioni sulla scritturaseguite da Il piacere del testoScritti. Società, testo, comunicazioneIl senso della modaLo sport e gli uominiDove lei non è. Diario di lutto.

Veste editoriale: Brossura
Formato: 11,5×19,5
Pagine: 130
Lingua: IT
Anno: 2003

ISBN: 9788806164973

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