Una casa è per sempre? Non in Giappone


Case concepite come piccoli animali da compagnia, scale esili che distribuiscono gli spazi su improbabili stanze senza muri, relazioni fra l'interno e la città: le case giapponesi contemporanee non smettono di stupire e meravigliare.

A. Sordelli, E. Zanoni, Japanese contemporary house. Piccola antologia degli spazi fluttuanti. Lettera Ventidue Edizioni, 2015.

A. Sordelli, E. Zanoni, Japanese contemporary house. Piccola antologia degli spazi fluttuanti. Lettera Ventidue Edizioni, 2015.

Nel libro Japanese Contemporary House. Piccola Antologia degli Spazi fluttuanti” - raccolta di saggi e casi studio sullo spazio domestico contemporaneo – si ricorda che il concetto di spazio in Oriente è alquanto diverso da quello occidentale. Non è mai stato considerato come un fattore fisico, bensì viene percepito in relazione allo scorrere del tempo e tra i due elementi esiste uno stretto rapporto.

Lo spazio viene così interpretato attraverso di essi: le cose che sbiadiscono e scompaiono e il mutare delle stagioni suscitano emozioni nell’animo dei giapponesi, che - diffidenti nei confronti delle entità durature - riconoscono un valore maggiore in quelle effimere.

Ryue Nishizawa, Garden and house, Tokyo, 2011.

Ryue Nishizawa, Garden and house, Tokyo, 2011.

Nei sistemi giapponesi, infatti, nulla ha consistenza storica perché la dimensione temporale è il presente e tutto si mescola in una stratificazione multipla e complessa.

Il concetto di eredità, che conserva l’originale e lo tramanda nel tempo, non è sentito, poiché ciò che lo va a sostituire è investito dello stesso intenso significato simbolico.

Il carattere transitorio e fugace della cultura giapponese si rivela anche nella considerazione stessa della casa: essa non è affatto concepita come qualcosa di lunga durata (anzi hanno una vita che si aggira mediamente attorno ai trent’anni), ma continuamente adattabile alle infinite necessità del momento.

Gli spazi si presentano, quindi, molto flessibili per essere facilmente rimodulati con l'evolversi della vita familiare ed essere utilizzati secondo le necessità di chi ci vive. I “filtri” vengono così creati o disgregati con estrema libertà in base alle nuove esigenze.

Atelier Bow-wow, Tower house, Tokyo, 2006 – scorcio interno.

Atelier Bow-wow, Tower house, Tokyo, 2006 – scorcio interno.

A Venezia, alla 15° Biennale di Architettura (28 maggio – 27 novembre 2016), presso il Padiglione Giapponese si potrà visitare l'esposizione “En: beyond SHARING” che analizza sotto quattro diverse visuali l'approccio progettuale dei giovani architetti alla ricerca di nuovi valori in un paese che ha ancora i segni del terremoto del marzo 2011.

In quest'ottica effimera e di relazioni, la mostra più attesa è quella che verrà inaugurata in autunno: il MAXXI di Roma ospiterà infatti a partire da ottobre 2016 fino a gennaio 2017 la mostra “L’architettura residenziale del Giappone contemporaneo” attraverso modelli, progetti e immagini, tra esempi storici e nuovi concetti dell'abitare.

Già dall’antichità, quando erano costruite in legno, le case giapponesi erano separate tra loro da piccoli vuoti: questi strettissimi vicoli caratterizzano il tessuto urbano, secondo il regolamento urbanistico “un lotto, un’abitazione”.

Oggi il tessuto urbano è sempre più esteso ma le aree a disposizione sono sempre più ridotte e questo spinge ad interpretare lo spazio in modo più acuto ed efficiente.

SUGAWARADAISUKE, Transustainable House, Tokyo, 2014.

SUGAWARADAISUKE, Transustainable House, Tokyo, 2014.

La meticolosa analisi dell'Atelier Bow-Wow sulle pet architecture è sempre attuale e racconta di queste costruzioni poco più grandi di una conigliera, bizzarre e spontanee, che occupano intercapedini, minuscoli spazi urbani che apparentemente non risultano sfruttabili (alcune occupano superfici veramente ridotte!). Hanno anche uno sviluppo volumetrico difficile, molto limitato in profondità ma con altezze che spesso arrivano a quattro o cinque metri, unite mediante l’utilizzo delle scale per collegare i diversi piani, rafforzando così la continuità degli spazi.

Nella contemporaneità il concetto tradizionale dei piani orizzontali viene traslato in verticale per adattarsi alle nuove esigenze e alla mancanza di spazio.

A sinistra Sugawaradaisuke, Transustainable house, Tokyo, 2014_ scorci sul cortile interno / A destra Tato Architetcs, House in Itami, Itami, 2012, dettaglio della scala.

A sinistra Sugawaradaisuke, Transustainable house, Tokyo, 2014_ scorci sul cortile interno / A destra Tato Architetcs, House in Itami, Itami, 2012, dettaglio della scala.

Anche all'estero l'architettura giapponese contemporanea annovera diversi approfondimenti e mostre: come ad esempio “A Japanese Constellation: Toyo Ito, SANAA, and Beyond” che è stata appena inaugurata al MoMA di New York e sarà visitabile fino a luglio 2016. La mostra offre un'ampia panoramica dedicata alle architetture e alla carriera dell'architetto Toyo Ito, per raccontarne poi le influenze sulle nuove generazioni di architetti giapponesi, mettendo a confronto le opere recenti di tre generazioni di progettisti.

Tato Architects, House in Itami, Itami, 2012.

Tato Architects, House in Itami, Itami, 2012.

Da pochi mesi invece si è concluso un altro importante appuntamento alla Citè de L'Architecture di Parigi: la mostra itinerante “Japon, l'archipel de la maison”. Tre sezioni distinte – Case di ieri, Case di Tokyo, Case di oggi – che mostrano l'intreccio di generazioni e analizzano l'abitazione giapponese in relazione alla condizione urbana odierna e alla società in generale.

Insomma, lo spazio domestico è un campo di sperimentazione per gli architetti giapponesi ed è l'emblema della capacità di adattarsi a nuove forme culturali e tecnologiche, in un continuo fluire di relazioni fra corpo e spazio.

Non resta altro che continuare ad immergersi in questo mondo fluttuante e prenderne spunto. 

Alice Sordelli – Elena Zanoni
Interno Indaco

 

 Approfondimenti:

JAPANESE CONTEMPORARY HOUSES.
Piccola Antologia degli Spazi Fluttuanti


SENSI TEMPO E ARCHITETTURA
Spazi possibili per Umani e Non

 

ATELIER BOW WOW. Pet Architecture:
Guide Book

JA 86:
Next Generation Manifestations of Architects under 35


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