copertina di Detail Green 01/2012

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Detail Green 01/2012

€20.00

»Make no little plans. They have no magic to stir men’s blood« cioè non bisogna mai fare programmi modesti perché non sarebbero in grado di entusiasmare la gente. Così consigliava tempo fa l’architetto statunitense autore del piano urbanistico di Chicago, Daniel Burnham. Il messaggio è ancora oggi attualissimo: solo chi riesce a superare la quotidianità e ragiona la complessità risolvendola nel particolare sarà in grado di ottenere valori durevoli in architettura.

Anche in questo numero di DETAIL Green offriamo spazio ad architetture che rappresentano un valido approccio ai problemi legati alle grandi sfide del nostro tempo. Nella nostra casistica includiamo anche la trasformazione di città in fase di decrescita, così come alcuni spazi abitabili economicamente sostenibili per territori in rapido sviluppo, il consolidamento delle costruzioni esistenti e, naturalmente, la riduzione del loro bilancio energetico al valore di (quasi) zero.

Tuttavia, ragionare la complessità tenendo conto del particolare significa anche saper guardare oltre la pura e semplice costruzione. Le strategie climatiche per le città, nel loro complesso, sono tanto (ultra)vitali quanto lo sono le strategie che considerano sia gli edifici sia la mobilità. Lo scorso dicembre, il Ministero federale per l’edilizia, i trasporti e lo sviluppo urbano (Bundesministerium für Bau, Verkehr und Stadtentwicklung, BMVBS) ha conseguentemente portato a compimento il progetto per una »Effizienzhaus Plus con mobilità elettrica«. All’interno di questo numero vi offriamo un’ampia ed esaustiva documentazione relativamente a questo edificio, o, più esattamente, sulla sua pionieristica strategia di riciclaggio. 

La costruzione è a bilancio neutro di CO2, è completamente reversibile e produce una quantità tale di energia solare da permetterne l’uso da parte degli abitanti oltre che per il funzionamento dell’abitazione anche per l’alimentazione della propria vettura elettrica. ­Dunque, un modello per il futuro, a patto che l’edificio non sollevi altre questioni di fondo. Ma una casa unifamiliare con autorimessa – anche se questa accoglie »solo« una vettura elettrica – può rappresentare un modello di edilizia sostenibile? Il mercato è certamente assetato di case unifamiliari, e, quanto minore sarà l’energia di cui necessiteranno, tanto meglio sarà per il loro successo. In futuro le vetture elettriche svolgeranno anche la funzione di accumulatori di corrente, facilitando il nostro passaggio nell’era post-fossile.

Altra domanda: perché la politica dovrebbe limitarsi a seguire pedissequamente le regole del mercato e non dovrebbe invece aspirare a un ruolo attivo nella loro formulazione? Anche quando tutti gli insediamenti di case unifamiliari della Germania saranno formati solo da Effizienzhaus Plus con auto elettrica, non ci saremo certamente risparmiati la cementificazione di qualche ettaro di territorio, né tanto meno avremo evitato di tagliare con strade qualche chilometro quadrato di paesaggio, o ridotto di qualche metro le code sulle autostrade tedesche. Per questo motivo la cultura della mobilità realmente sostenibile deve essere impostata sul piano dell’urbanistica. Gli edifici Effizienzhaus Plus con mobilità elettrica ne potranno rappresentare un componente, soprattutto se progettati secondo tipologie sostenibili dal punto di vista urbano e se verranno commercializzati catalizzando l’attenzione su tutti questi aspetti insieme. Lo scambio di tecnologia nudo e crudo all’interno di un contesto strutturale già esistente – dal motore Otto a quello elettrico, dalla caldaia a gas alla pompa di calore ad alimentazione fotovoltaica – rischia solo di avere un’efficacia molto limitata.

 
Veste editoriale: Brossura
Formato: 21x29
Pagine: 159
Lingua: IT-GB-D
Anno: 2012
 
ISSN: 011-9571-GR0112