CAPOLAVORI BREVI. Luciano Baldessari, la Breda e la Fiera di Milano

ELECTA - Elemond Editori Associati

CAPOLAVORI BREVI. Luciano Baldessari, la Breda e la Fiera di Milano

€90.00
di Massimiliano Savorra

Allievo del pittore Fortunato Depero, Luciano Baldessari (Rovereto 1896 - Milano 1982) nel 1919 è a Milano, dove frequenta i corsi all'Accademia di Brera e al Politecnico. Dopo un breve periodo trascorso a Berlino, al suo rientro in Italia, progetta a Como la Mostra nazionale della seta a villa Olmo.
Aperto lo studio a Milano nel 1928, con Gio Ponti lavora per l'Esposizione internazionale di Barcellona del 1929 e allo stabilimento Italcima di Milano, e avvia una intensa attività professionale di architetto, intervallata con quella di scenografo, designer e allestitore di mostre, per una aggiornata committenza lombarda, in particolare per Carlo De Angeli Frua. Il bar Craja, realizzato con Figini, Pollini, Nizzoli e Melotti, e i padiglioni Vesta alla Fiera di Milano e della Stampa alla Triennale risultano tra le opere più interessanti del razionalismo italiano. In seguito, per motivi politici, si trasferisce a New York. Rientrato in Italia, a partire dal 1951, realizza per la Breda i padiglioni espositivi alla Fiera internazionale di Milano.
Nel 1951, infatti, con la nomina di Pietro Sette a commissario straordinario, la Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche, gravata da una profonda crisi, assiste a un risanamento e a una completa riorganizzazione del gruppo. I padiglioni della Fiera di Milano pertanto simboleggiano il rilancio dell'azienda, che proprio in questi anni viene scorporata dei nuclei produttivi più attivi affidati a singole società aventi piena autonomia giuridica. Considerati dalla critica e dalla storiografia esempi di 'geometria barocca', 'manufatti aniconici, astratti, che cercano di catturare l'attenzione del visitatore solo con la propria emergenza formale', i padiglioni Breda, oltre a ridefinire la corporate image dell'industria di Sesto San Giovanni, rappresentano la manifestazione compiuta di un 'teatro', di volta in volta allestito da scenografie di 'architettura plastico-formale', dove l'architetto ha modo di mettere in atto la straordinaria 'tensione innovativa' della sua poesia costruttiva.
Orchestrando abilmente un team di architetti e ingegneri (Grisotti, Gosso e Dal Monte), nonché di artisti (Fontana, Milani, Rossi), invitati dallo stesso Baldessari alla buona riuscita dei padiglioni, l'architetto compone opere eccezionali che spiccano nel panorama delle costruzioni effimere erette alla Fiera di Milano negli anni cinquanta.
Attraverso lo studio di iconografie e documenti per buona parte inediti, il libro - nell'intrecciare la biografia artistica dell'architetto con la storia della committenza - ricostruisce l'affascinante vicenda dei padiglioni realizzati per la Breda alla Fiera di Milano del secondo dopoguerra.

> Massimiliano Savorra, architetto e dottore di ricerca, è professore associato di Storia dell'architettura presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura di Termoli. Si interessa principalmente di architettura e urbanistica dell'Ottocento e del Novecento con particolare riferimento alle città di Milano e Venezia, alle correnti architettoniche dell'Italia umbertiana e al loro rapporto con l'antico. Ha pubblicato numerosi libri e saggi. Per i tipi Electa si ricordano i recenti Storia visiva dell'architettura italiana 1400-1700 (2006); Storia visiva dell'architettura italiana 1700-2000 (2007); Capolavori brevi. Luciano Baldessari, la Breda e la Fiera di Milano (2008).

Veste editoriale: Cartonato con Sovraccoperta
Formato: 25x30
Pagine: 208
Lingua: IT
Anno: 2008
 
ISBN: 978883706399